Comune di Dragoni
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La Storia

STORIA DELLA CITTA' DI DRAGONI

 

La storia documentata di Dragoni parte con i Sanniti. I Sanniti sono infatti i nostri antenati e progenitori. Essi, attraverso l'Appennino centrale, si stanziarono nel territorio comprendente le alte valli del Sangro, del Volturno e del Titerno, territorio che essi chiamavano Satinim nome da cui deriverebbe il latino "Samnium".

Nel I sec.a.c. Augusto divise tutta la penisola in 11 Regioni tra cui il Lazio, la Campania e il Sannio. La fascia di terra costituita dalla sponda destra del fiume Volturno e comprendente tutta la catena di monte Maggiore possiamo dire che non apparteneva né alla Campania né al Sannio. Colonizzata dagli Osci subì successivamente l'occupazione dei Sanniti più forti e in fase di espansione. In età storica il Sannio arrivava a comprendere anche il monte Maggiore e giustamente si ritenne, dali scrittori antichi, che le città di Caiatia, Compulteria, Saticola pur trovandosi al di qua del fiume erano del Sannio. L'agro Compulterino confinava al nord con il fiume Volturno e più a valle coll'agro telesino. Ad estcon l'ager caiatinus a sud con quello trebulanus e ad ovest coll'agro sidicino. Quindi il territorio della nostra città era enorme rispetto a quello odierno.

La storia vera e propria di Dragoni possiamo dire che affonda nella città di Compulteria. La nostra città, dopo l'espugnazione subita dal console romano Fabio nel 214 a.C., dovette sopportare altre distruzione ma sempre risorse più bella e fiorente di prima fino a quando non venne definitivamente distrutta e sepolta ad opera dei Saraceni tra l'ottavo ed il nono sec. d.C.

Da allora in poi decadde decisamente e sempre di più fino a subire la trasformazione del nome e a scomparire del tutto, tanto che, ad un certo punto se ne perdette persino la memoria nella tradizione popolare e colta. Accadde così che quando nei secoli scorsi ci fu un ritorno al gusto degli studi classici e l'interesse degli studiosi, soprattutto locali, venne attratto dalla problematica del passato, non si riuscì più a collocare esattamente la città di Compulteria non avendo nessun toponimo sopravvissuto in riferimento alla vecchia gloriosa città. Ci sono state, tuttavia, numerose ipotesi sulla vera collocazione di Compulteria.

LA LEGGENDA

 

Il nome, attestato come "Traguni" in un documento dell' 812, trae origine dalla leggenda secondo la quale, nella grotta ancora esistente di Monte Melanico, viveva un drago, poi ucciso da San Michele Arcangelo per salvare una fanciulla e liberare la popolazione del luogo da un tremendo tributo;ogni anno, infatti, a sorte doveva essere sacrificata una fanciulla alla belva. A questo favoloso animale è ispirato lo stemma civico che rappresenta un drago d'oro rivolto a sinistra, in campo d'argento. Il territorio comunale è costituito da sette frazioni, dette anche Casali, sorte, secondo la credenza popolare, dalle sette teste del drago ucciso da San Michele.



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